Confindustria Nautica: ministero Salute non in linea con politica governo, titolo diporto bloccato e 3mila posti a rischio
di steris
Il precedente titolo semplificato, che sarebbe dovuto rimanere in vigore fino all’avvio della nuova normativa, non veniva rilasciato da ben 14 anni

Un settore chiave per l’economia italiana, la nautica da diporto, rischia di trovarsi in difficoltà a causa di un blocco burocratico che minaccia circa tremila posti di lavoro. Da un lato, il governo di Giorgia Meloni riconosce la nautica come uno dei settori più dinamici e rilevanti del made in Italy; dall’altro, però, il Ministero della Salute sta ostacolando il rilascio di un nuovo titolo professionale necessario per il comando delle unità da diporto di medie e piccole dimensioni a noleggio.
A lanciare l’allarme è Confindustria Nautica, che in una nota denuncia come la burocrazia ministeriale stia mettendo a rischio un’intera categoria di lavoratori. Il presidente dell'associazione, Saverio Cecchi, ha spiegato che l’approccio del Ministero della Salute è in contrasto con la chiara volontà del governo di sostenere il settore della nautica. Il problema riguarda il rilascio dell’attestato sanitario necessario per accedere al corso di formazione per il nuovo titolo professionale di "Ufficiale del diporto di II classe", previsto dalla legge entrata in vigore lo scorso 5 febbraio.
Secondo Cecchi, l’ostacolo principale risiede nel fatto che il Ministero della Salute non rilascia l’attestato ai non iscritti alla "gente di mare", nonostante la legge stessa escluda espressamente questa necessità per il nuovo titolo semplificato, creato appositamente per il settore del noleggio. L’associazione sottolinea come l’approccio del ministero si basi su decreti precedenti alla legge stessa, che tuttavia non possono prevalere su una normativa più recente e specifica.
Questa nuova figura professionale, istituita per mettere in regola chi, fino ad oggi, operava senza una norma precisa (spesso a rischio di sanzioni), potrebbe coinvolgere fino a 3.000 lavoratori. Tuttavia, il blocco burocratico potrebbe continuare a lasciare in una situazione di incertezza una parte consistente del settore. La legge che ha istituito la nuova figura professionale mirava a semplificare l’iter per ottenere un titolo che, fino a oggi, era difficile da conseguire. In assenza di questa norma, infatti, chi desiderava comandare una barca a noleggio di medie e piccole dimensioni doveva possedere il complicato titolo marittimo professionale, riservato alle navi, oppure operare illegalmente.
Il precedente titolo semplificato, che sarebbe dovuto rimanere in vigore fino all’entrata in scena della nuova normativa, non veniva rilasciato da ben 14 anni, in quanto ritenuto insufficiente in termini di preparazione professionale. La legge, quindi, aveva lo scopo di colmare questo vuoto e aprire nuove opportunità, in particolare per i giovani, in un mercato redditizio e in forte espansione. Tuttavia, se il blocco burocratico non verrà superato, il settore potrebbe trovarsi a fronteggiare una situazione di stallo, con un impatto negativo sull’occupazione e sul futuro di migliaia di lavoratori.
Confindustria Nautica chiede dunque una rapida soluzione a questo impasse, affinché il settore della nautica da diporto possa continuare a crescere e prosperare come uno dei principali motori dell’economia italiana.
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