Dazi, il venerdì nero di Trump: le borse bruciano migliaia di dollari. Liguria a rischio contagio

di Matteo Cantile

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Le nuove tariffe imposte da Trump scuotono i mercati e mettono sotto pressione export, shipping e logistica, con effetti attesi anche in Liguria

Dazi, il venerdì nero di Trump: le borse bruciano migliaia di dollari. Liguria a rischio contagio

L'introduzione di dazi contro le importazioni europee (e non solo) decisa dal presidente degli Stati Uniti Donald Trump scuote i mercati e preoccupa il tessuto economico ligure. Le borse di tutto il mondo sono crollate, bruciando miliardi di dollari e a Genova, città portuale al centro dei traffici commerciali transatlantici, si temono impatti concreti sullo shipping e sull’indotto. Il rischio è un rallentamento dei flussi verso gli Stati Uniti, con ricadute su occupazione, investimenti e competitività.

Le misure – Le nuove tariffe, formalizzate nel quadro della campagna presidenziale americana e poi applicate ufficialmente ieri, prevedono un aumento del 20% su diverse categorie di beni provenienti dall’Unione Europea, tra cui alimentari, abbigliamento, macchinari e prodotti tecnologici.

Crollo delle borse – L’impatto sui mercati finanziari è stato immediato. Il FTSE MIB di Milano ha chiuso ieri con un calo del 6,53%, la peggiore performance dal 2020. Tra i titoli più penalizzati figurano Leonardo (-12,4%), Azimut (-12,6%) e MPS (-12,1%). Perdite significative anche sulle principali piazze europee e statunitensi, a partire dal Nasdaq (-5,82%) e dallo S&P 500 (-5,97%).

Reazioni istituzionali – Il governo italiano ha convocato una riunione straordinaria a Palazzo Chigi, mentre la Commissione Europea ha già annunciato contromisure, con l’introduzione di dazi su una selezione di prodotti statunitensi a partire dal 15 aprile. “Difenderemo le nostre imprese e i posti di lavoro”, ha dichiarato la presidente del Consiglio Giorgia Meloni che però non considera i Dazi come una catastrofe. 

Export italiano a rischio – Con oltre 64 miliardi di euro di export verso gli Stati Uniti registrati nel 2024, l’Italia si conferma tra i partner commerciali più esposti. I settori più colpiti includono l’agroalimentare, la moda e la meccanica, con stime che parlano di una contrazione fino all’11,9% nel comparto del fashion, pari a 357 milioni di euro.

Effetti sullo shipping – Secondo Confitarma, oltre il 60% delle esportazioni italiane dirette agli USA viaggia via mare. Le nuove barriere commerciali potrebbero generare sovraccosti fino a 52 miliardi di dollari per lo shipping, con conseguenze dirette sulla filiera logistica e portuale europea.

Liguria sotto pressione – In Liguria, regione storicamente vocata all’export e ai trasporti marittimi, le prime preoccupazioni arrivano da associazioni di categoria e analisti. Il porto di Genova, snodo principale per i traffici transoceanici, è tra le infrastrutture più esposte. Secondo un’analisi Prometeia, la Liguria figura tra le regioni italiane più vulnerabili all’impatto dei dazi, anche per la forte presenza di aziende attive nella cantieristica navale, nella meccanica di precisione e nella raffinazione: la decisione del governo statunitense potrebbe incidere fino all'11% sul nostro export verso gli Usa. 

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