Crisi del trasporto merci su ferro: impatti anche sui porti, Fermerci chiede misure urgenti

di Carlotta Nicoletti

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Giuseppe Rizzi (Fermerci): “Calano i volumi, servono sostegni per la manovra ferroviaria portuale e riduzione dei pedaggi già dal 2025”

Crisi del trasporto merci su ferro: impatti anche sui porti, Fermerci chiede misure urgenti

Il trasporto ferroviario merci in Italia continua a soffrire, con un calo del 5% dei treni-chilometro rispetto al 2021 e del 6% nei porti rispetto al 2022. Lo ha sottolineato Giuseppe Rizzi, direttore generale di Fermerci, durante l’evento “Ferro-gomma-acqua: l’intermodalità e il porto di Genova”. Secondo Rizzi, la crisi del settore si riflette direttamente sulla logistica portuale, rendendo urgente l’attuazione di misure di supporto.

Sostegni portuali – “La Legge di Bilancio ha introdotto una misura positiva, permettendo alle Autorità di Sistema Portuale di stanziare fondi per la manovra ferroviaria nei porti”, ha dichiarato Rizzi. L’auspicio è che questa opportunità venga colta da tutte le AdSP per dare respiro al settore.

Tariffe e infrastrutture – La crisi è aggravata dai limiti infrastrutturali, che dureranno almeno fino al 2026, con un picco di criticità previsto nel 2025. “È fondamentale anticipare al 2025 la riduzione dei pedaggi per il trasporto ferroviario merci”, ha spiegato Rizzi, sottolineando il parere favorevole già espresso dall’Autorità di Regolazione dei Trasporti (ART).

Prospettive – Fermerci continuerà a lavorare per promuovere misure di sostegno e favorire il coordinamento tra istituzioni e operatori, con l’obiettivo di garantire una ripresa stabile del settore.

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