Ex Ilva Genova, Orlando: "Chiesto lo stop della cassa integrazione, l'azienda ha detto no"
di Alessandro Bacci
Il ministro: "Vedremo se ci sono gli strumenti per contestare quella scelta, c'è la volontà del Governo di investire sull'acciaio". Fischi degli operai a Cornigliano

Il ministro del lavoro, Andrea Orlando, ha chiesto all'azienda "che si soprassedesse" alla cassa integrazione per l'ex Ilva di Cornigliano. "La richiesta non è stata accolta". Lo ha detto lo stesso ministro a margine dell'incontro sull'ex Ilva appena concluso in prefettura a Genova. "Siamo nell'ambito del galateo istituzionale - ha detto -, quando si passerà ad esaminare la congruità del provvedimento, cosa che il ministro può fare solo quando la cassa è stata attivata con le risorse proprie, vedremo se ci sono gli strumenti per contestare quella scelta".
"C'è la volontà del Governo di investire sull'acciaio. Lo stabilimento di Genova mantiene una dimensione strategica, saremo impegnati a mantenere questa dimensione strategica". Ha aggiunto, Andrea Orlando, "l'incontro dell'8 al Mise "ci può dare strumenti in più, eventualmente, per contestare la scelta della cassa integrazione se risulterà, come a prima impressione, mi pare risulti in contrasto con l'ambizione di conquistare le quote di mercato".
"Non mi sembrava utile" riferire pubblicamente che la richiesta di soprassedere alla cassa integrazione per l'ex Ilva di Cornigliano era stata rifiutata, perché avrebbe aumentato la tensione. "E' evidente che tra le priorità della proprietà attuale non c'è quella di far diminuire la tensione sociale. Non credo che dare pubblicamente la notizia avrebbe migliorato clima".
"Vergogna, vergogna, dove eravate?" E' stato accolto da fischi e cori il ministro del lavoro Andrea Orlando arrivato all'ex Ilva di Cornigliano per incontrare le rsu nella sala del consiglio di fabbrica. Ad attenderlo una ventina di lavoratori. Presente anche un nutrito schieramento di forze dell'ordine.
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