Ex Ilva, Gozzi (Federacciai): "Siamo al momento della verità"
di Redazione
"Aspettiamo l'esito dell'assemblea, in una società con due soci al 62% e al 38% è chiaro chi debba mettere soldi e in quale percentuale"

"Aspettiamo l'esito dell'assemblea di Acciaierie d'Italia, questo è il momento della verità, non so quali altre prove di appello ci debbano essere". Lo ha detto il presidente di Federacciai Antonio Gozzi a margine dell'assemblea di Confindustria Genova.
"Quello che penso l'ho già detto più volte - spiega - se la più grande siderurgia del mondo mette soldi e management per salvare il più importante impianto italiano questa è la soluzione migliore ma se non fa questo bisogna voltare pagina. Il ministro Giorgetti ha detto molto bene che in una società dove uno dei soci ha il 62% e l'altro il 38% se c'è bisogno di capitali il socio maggioritario deve mettere il 62% delle risorse e quello minoritario, lo Stato, il 38%. Sembra quasi banale ricordarlo ma vediamo che cosa succede speriamo cose buone".
DECRETO ENERGIA - Gozzi ha anche parlato del decreto energia: "Abbiamo vinto una battaglia, erano mesi che chiedevamo a Pichetto di stralciare le due misure che ci interessavano - gas release e power release - per svincolare dalla discussione sulla fine della maggior tutela e sulle concessioni idroelettriche. È passata la linea nostra ma anche di Fitto, che era preoccupato di contrastare le indicazioni europee e di venir meno alle promesse che Draghi aveva fatto all'Europa. Queste misure mitigano il pericolo che ho segnalato di misure assunte da francesi, tedeschi, spagnoli per sostenere i loro settori energivori - ha aggiunto Gozzi - e che vedono in quei Paesi un prezzo di 70 euro per l'energia e da noi 120 euro. È un modo pragmatico, non ideologico ma concreto, di affrontare la decarbonizzazione".
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