Genova, ArcelorMittal saldato il debito con SMS Guido Rossa. Ma arriva un altro licenziamento
di Redazione
Il presidente della SMS Paolo Terrizzi: "La città non li lascerà soli"
A pochi giorni dalla chiusura (almeno per ora) del duro braccio di ferro fra Arcelor Mittal e i sindacati sui tre licenziamenti, uno dei quali poi rientrato, arriva anche la notizia che l'azienda ha finalmente saldato quanto promesso alla SMS Guido Rossa. Ad annunciarlo, con una lettera aperta, è lo stesso presidente della Società di Mutuo Soccorso Paolo Terrizzi: "Dopo i solleciti scritti inoltrati in data 11 maggio, 24 luglio,1 ottobre, e dopo le lettere ai giornali, ArcelorMittal si è finalmente degnata di versare le competenze del 2020 alla SMS Guido Rossa. Con esse riusciremo a adempiere alle iniziative natalizie e a erogare le borse di studio nei mesi a venire. Va comunque sottolineato che Arcelor Mittal, con i suoi continui ritardi, ci ha impedito di svolgere con ancor piu’ efficacia quell’opera di sostegno ai lavoratori dello stabilimento in cassa integrazione e in maggior sofferenza, ossia quelli appartenenti a famiglie monoreddito".
"La nostra attività necessita di un minimo di certezza circa i versamenti - precisa però Terrizzi - che sono, ricordo, un obbligo contrattuale derivante da un accordo sindacale di secondo livello. La giornata di mercoledì 11 novembre 2020 [quella del corteo con presidio davanti alla prefettura, ndr] è stata un gran esempio di compostezza, fermezza e solidarietà tra i lavoratori e la reintegrazione di Gigi Guadagno dovrebbe far gioire chiunque, indipendentemente dall’appartenenza sindacale. Arrotolato lo striscione della SMS GUIDO ROSSA, che sarà presente ovunque venga lesa la dignità di un lavoratore, sia esso rosso, bianco o birulò, la nostra opera nel segno della solidarietà e del reciproco sostegno tra i lavoratori non si ferma".
"Ci sono ancora tre lavoratori ingiustamente licenziati e non reintegrati - commenta ancora Terrizzi - In nessun momento devono sentirsi soli. Noi non li lasceremo soli. La città di Genova, sono sicuro, non li lascerà soli. Genova conosce i lavoratori dello stabilimento, conosce la loro dignità e la loro generosità. La città ricorda bene quando i lavoratori dello stabilimento, appena messi in cassa integrazione da ArcelorMittal per la pandemia, raccoglievano tremila euro e li donavano al San Martino per l’acquisto di respiratori. Noi tutti, dentro la fabbrica o impegnati nei lavoro di pubblica utilità in attesa del rispetto della clausola di salvaguardia occupazionale e del rientro in stabilimento, ci chiediamo, invece, cosa ha fatto e cosa farà Arcelor Mittal per questa città. Come SMS GUIDO ROSSA abbiamo aperto una sottoscrizione pubblica. Invitiamo tutti quanti vogliano esprimere la propria vicinanza e solidarietà ai tre lavoratori, a sostenerli economicamente aderendo alla sottoscrizione tramite bonifico con causale SOLIDARIETA’ AI LAVORATORI LICENZIATI: IBAN IT84P0200801432000105050434".
Proprio stamani, però, è arrivata la notizia di un altro licenziamento sempre legato alla vicenda della cosiddetta "sala relax" allestita nello stabilimento di Cornigliano. Il reintegro di Luigi Guadagno, uno dei tre operai a cui la lettera di licenziamento era già stata recapitata, è stato accompagnato infatti dal licenziamento di un ingegnere, ritenuto responsabile dall'azienda di non aver controllato l'utilizzo di quello spazio. Questo licenziamento che si aggiungere a quello dei due operai che di quello spazio avevano le chiavi.
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