Genova, i dati di Confindustria: "Tante offerte lavorative, ma nessuno si fa avanti"
di Redazione
Quasi 4mila proposte nei primi 4 mesi del 2022, più anche del pre-covid, ma non si trovano molte figure: dai camerieri e cuochi a tecnici e operai specializzati
Aumentano le richieste di lavoratori da parte delle aziende genovesi, dopo la ripresa post-pandemia, ma per alcune figure, non solo camerieri e cuochi, anche tecnici della salute e informatici, operai specializzati, aumenta la difficoltà di reperimento. Le aziende faticano a trovare il personale che cercano. La rilevazione effettuata da Confindustria Genova con 13 agenzie per il lavoro che operano sul territorio, sulle richieste e la reperibilità delle figure professionali nella città metropolitana, dice che nel periodo fra gennaio e aprile 2022 sono arrivate da parte delle aziende richieste per 3.678 persone, il 55% in più rispetto ai primi quattro mesi del 2021, il 90% rispetto al primo quadrimestre del 2020 e pure il 43% in più dello stesso periodo del 2019, prima del Covid. Risultano ancora inferiori ai livelli pre-Covid, invece, le richieste di impiegati, operai semi-qualificati, operatori di impianti industriali e conduttori di veicoli e macchinari mobili.
"C'è un mismatch fra domanda e offerta - sottolinea il presidente di Confindustria Genova Umberto Risso - le cause sono diverse e complesse anche perché c'è un cambiamento di atteggiamento e disponibilità verso il lavoro, di cultura del lavoro e pure di formazione, perché ci sono i corsi ma si fatica a trovare chi si iscriva. È un problema che esiste a tutti i livelli. Bisogna stare attenti a non semplificare eccessivamente dicendo che ci sono basse condizioni economiche facendo l'esempio dei camerieri, che sicuramente è una delle categorie più richieste. Parliamo anche di ingegneri e operai specializzati e spesso le motivazioni sono legate a scelte di vita".
Le aziende hanno chiesto tecnici (25%), professioni non qualificate (25%), professioni qualificate nel commercio e servizi (22%), artigiani e operai specializzati (12%), operai, operatori e conduttori (9%), impiegati (6%). L' indicatore della difficoltà di reperimento di queste figure mette al primo posto, con un valore di 90 su 100, cuochi in alberghi e ristoranti, operai specializzati nell'edilizia, seguiti da tecnici della salute: le aziende ne cercano 206, l'indicatore segna un grado di difficoltà a trovarne che si attesta a quota 88,1 su 100. L'edilizia merita un discorso a parte.
"Il problema qui è riuscire a trovare tanti operai specializzati quanti se ne cercano perché c'è stato un aumento della richiesta in pochissimo tempo" sottolinea Giacomo Franceschini, responsabile del Centro studi di Confindustria Genova.
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