Genova, la richiesta di Confcommercio: "Ripartire la Tari in base ai rifiuti prodotti"
di Alessandro Bacci
Il presidente Odone: "La ripartizione è ingiusta e produce un grave danno. Molte categorie con la pandemia non hanno prodotto rifiuti"

Il presidente di Confcommercio Genova Paolo Odone interviene contro la tassa sui rifiuti Tari. "Questa tassa - dice in una nota - deve essere applicata e pagata sulla base della quantità di rifiuti prodotti secondo il principio comunitario 'chi inquina paga' e non sono certo le imprese che producono la maggiore quantità di rifiuti sul nostro territorio e i maggiori costi di raccolta. Vi è quindi una evidente ingiustizia di fondo nella ripartizione di questi costi e ciò produce un grave danno alle nostre imprese". Con la pandemia, ricorda anche, "molte categorie commerciali sono state chiuse e non hanno prodotto nessun tipo di rifiuto, altre sono state parzialmente aperte e quindi la quantità di rifiuti prodotti è diminuita, aggiunge".
Il Governo ha istituito, nello stato di previsione del ministero dell'Interno, nota Confcommercio Genova, un fondo con una dotazione di 600 milioni di euro per l'anno 2021, finalizzato alla concessione da parte dei Comuni di una riduzione della Tari, al fine di attenuare l'impatto finanziario della pandemia sulle categorie economiche interessate dalle chiusure obbligatorie o dalle restrizioni nell'esercizio delle rispettive attività. Poiché la Tari si paga sulla base della produzione dei rifiuti e dato che le imprese chiuse non hanno proprio prodotto rifiuti, il nostro auspicio è che il Comune sappia individuare chi ha continuato a produrre rifiuti ed ha addirittura aumentato la produzione e siamo certi che saprà fare un giusta valutazione. La richiesta di Confcommercio Genova è comunque che alle imprese vengano applicati fortissime agevolazioni sulla Tari e nessun tipo di aumento.
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