La Spezia, dismissione centrale Enel, Confindustria: "Serve chiarezza sul destino dell'area"
di Redazione
"Quegli spazi, sulla base della pianificazione territoriale fatta dal Comune, restano a vocazione industriale e artigianale"

"La partita per il futuro dell'area Enel non è chiusa. Non è neanche iniziata. Diciamo che l'arbitro sta entrando in campo con il pallone sotto braccio". Lo ha detto oggi Paolo Faconti, direttore di Confindustria La Spezia, esprimendo le attese del mondo industriale locale in merito al piano industriale che l'azienda dovrebbe presentare nei prossimi giorni.
Di recente Enel ha rinunciato al progetto di realizzare un impianto di produzione di idrogeno verde nell'area dell'ex centrale termoelettrica 'Eugenio Montale', dismessa dal 2021, per cui aveva ottenuto un finanziamento da 14 milioni di euro dal Pnrr. "Sulla rinuncia all'idrogeno per noi il giudizio è sospeso finché non avremo letto il nuovo piano industriale - ha spiegato Faconti -. Un aspetto che però ci piace sottolineare in questa fase è che Enel ha detto due cose. La prima che vuole investire sulla Spezia nel campo delle nuove tecnologie, rimanendo da capire quali. La seconda è che quelle aree, sulla base della pianificazione territoriale fatta dal Comune della Spezia, restano a vocazione industriale e artigianale. Sono due aspetti positivi che non escludono che in futuro possano essere destinate al comparto della nautica".
Sulla stessa lunghezza d'onda Davide Mazzola, presidente di Cna. "Come imprenditori siamo testardamente ottimisti. Non possiamo prescindere dalla volontà di Enel e dal percorrere la strada della transizione energetica, si tratterà di capire in quale modo sviluppare le possibilità tecnologiche che si affacciano oggi all'orizzonte".
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