Mes, Troika, Eurobond: molti ne parlano ma pochi sanno davvero cosa sono
di Marco Innocenti
Ci spiega tutto il professor Gabriele Cardullo, docente di politica economica di Unige
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Mes o Eurobond? Dopo la conferenza stampa (con tanto di coda politica polemica) del premier Conte, sembra che nel Paese non si parli d'altro e, come spesso succede, sui social si è scatenato il dibattito. Ma siamo proprio sicuri che tutti sappiano bene di cosa si sta parlando? Per cercare di fare un po' di chiarezza sull'argomento e per capire le diverse posizioni in campo, abbiamo intervistato il professor Gabriele Cardullo, docente di politica economica dell'Università di Genova.
Cominciamo dal Mes: "E' un'istituzione nata nel 2012 - spiega il professor Cardullo - Ha un capitale di circa 80 miliardi che gli hanno dato gli stati europei. Può indebitarsi sui mercati ad un tasso molto basso. Il suo compito è stato quello di aiutare paesi che potevano trovarsi nella situazione della Grecia in quegli anni, in difficoltà finanziarie e a cui il mercato non voleva prestare i soldi. Il Mes quindi interviene e presta i soldi a questo stato ma a delle condizioni, che sono dettate dalla famigerata Troika, cioé la Bce, la Commissione Europea e il Fmi. Questa della condizionalità è la ragione per cui l'Italia non ha mai pensato di ricorrere al Mes perché di fatto vorrebbe dire delegare la propria politica economica alla troika: io ti presto dei soldi ma quello che devi fare per i cittadini, quali tasse mettere e quali no o dove ridurre la spesa pubblica, lo decidiamo noi. La vera novità dell'ultimo Eurogruppo è che noi potremmo ricorrere a una quota del Mes di circa 35 miliardi senza sottostare alle condizioni della Troika. Ci verrebbero prestati per spese sanitarie dirette o indirette senza alcuna condizionalità".
E sugli Eurobond: "Lo stato italiano avrà bisogno di un sacco di soldi nei prossimi mesi - prosegue il professor Cardullo - Se lo Stato chiede questi soldi ai mercati emettendo delle obbligazioni, paga dei tassi di interesse che possono salire molto se continuiamo a indebitarci. L'obiettivo sarebbe di raccogliere più soldi possibile pagando interessi molto bassi e facendo debiti a lunga scadenza. In cosa ci potrebbero aiutare gli eurobond? Quelli di cui si sente parlare oggi sono debiti in cui tutti i paesi europei diventano obbligati in solido qualora il singolo paese non riuscisse a pagare gli interessi o il capitale al tempo dovuto. Per questo si capisce perché i paesi del nord sono più riluttanti, perché di fatto si tratterebbe di emettere una garanzia sui debiti contratti da paesi come Italia, Spagna e Francia. Il vantaggio per l'Italia sarebbe che con questa garanzia, chi ci presta questi soldi, lo farebbe a tassi più bassi".
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