Tari, la città metropolitana di Genova la più cara del nord Italia
di Edoardo Cozza
I numeri di Uil Lavoro: dal 2016 al 2020 tariffe in continuo aumento anche a Imperia, mentre si paga meno nelle province di La Spezia e Savona
Genova è la città metropolitana più cara del nord Italia per quanto riguarda la Tari: lo certificano i dati di uno studio di Uil Lavoro, che evidenziano anche come il capoluogo regionale e Imperia registrino un aumento della tariffa, mentre per Savona e La Spezia c'è una flessione.
A Genova e paesi della città metropolitana ogni famiglia paga in media 371 euro: 142 in più di quanto non avvenga a Bologna, 122 più di Fienze, 48 euro più di Roma, 35 più di Milano. Ma anche l'auemnto degli ultimi anni è stato esponenziale: dal 2016 al 2020 la crescita è stata di oltre il 15%, contro una media nazionale del 2.
Ancor più marcato l'aumento quinquennale a Imperia e provincia: nel 2020 si è pagato il 21% in più di cinque anni prima, con una quota annua di 404 euro.
La situazione è più rosea nelle province di Savona e La Spezia: nella prima provincia il calo della tariffa sui rifiuti è di quasi 4 punti percentuali (oggi si pagano circa 377 euro); nella seconda la tendenza al ribasso sfonda il 5%, con un pagamento medio di 248 euro l'anno.
Ma dove si può lavorare per migliorare le tariffe, soprattutto in una grande città come Genova? È una domanda alla quale risponde il presidente di Adoc Liguria Emanuele Gustavino, che punta soprattutto a controlli più stringenti da parte dei comuni.
Dev'essere dato anche uno sguardo al futuro: le politiche green ormai stanno prendendo piede e sono imprescindibili anche nell'ottica di una rivisitazione delle tariffe: uno dei punti cardine del ragionamento di Alfonso Pittaluga, segretario regionale Uil Liguria.
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