Ex-Ilva, si lavora al nuovo accordo e il tribunale accorda un terzo rinvio
di Marco Innocenti
L'intesa entro fine febbraio. I sindacati: "Tavolo urgente o sarà mobilitazione"

Un nuovo rinvio, il terzo, quello richiesto da ArcelorMittal e dai commissari straordinari tramite i rispettivi legali al tribunale di Milano, chiamato a decidere sulla causa civile avviata dopo l'annuncio della multinazionale franco-indiana di voler recedere dal contratto di acquisto dell'ex-Ilva. La bozza di accordo trovata lo scorso 20 dicembre, quindi, sembra poter andare avanti ma servirà ancora tempo prima di formalizzare una nuova intesa, altrimenti la causa riprenderà il suo corso naturale.
I passi in avanti però non fugano i dubbi e le preoccupazioni dei sindacati: "Dopo mesi di trattative durante le quali ha sorpreso il mancato coinvolgimento delle organizzazioni sindacali, ancora non si conoscono nel dettaglio gli elementi dell'intesa. Il rischio è che questo ennesimo rinvio possa appesantire ancora di più la situazione all'interno degli stabilimenti" ha affermato Rocco Palombella, Segretario Generale Uilm. La Fiom, tramite la segretaria generale Francesca Re David e il segretario nazionale responsabile per la siderurgia Gianni Venturi, parlano di "una fase di ulteriore incertezza" e chiedono che il ministero dello Sviluppo Economico convochi "un tavolo urgente, altrimenti "sarà necessaria una mobilitazione".
"I sindacati hanno tutto il diritto di essere aggiornati sulla trattativa - ha commentato il presidente del consiglio Giuseppe Conte - Nelle ultime ore è stato formalizzato un passo avanti importante che ha permesso di evitare una decisione del tribunale. Si continua a lavorare e si lavora nella direzione che il governo ha sempre richiesto. I principi e gli obiettivi del negoziato con Mittal sono una transizione energetica dello stabilimento" assicurando il livello occupazionale e il risanamento ambientale.
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